finanza e politica

mercoledì, luglio 29, 2009

Le sole di DeBenedetti e Soru e qualche consiglio per investitori sprovveduti

Oggi è apparsa sul Giornale la lettera di un azionista di CDB Web Tech (Carlo de Benedetti) e di Tiscali (Soru). E' ovvio che il giornale la pubblica anche per fini politici, ma da vecchio uomo di borsa che ha vissuto quelle vicende e che conosce altre persone gabbate dai tanti furboni della finanza mi sento di consigliare la lettura integrale della lettera che riporto in seguito. Oltre a diffidare dei due soggetti è evidente che chi non usa stop loss e chi non segue per i suoi investimenti più fonti informative non può che perdere gabbato dal gatto e la volpe di turno. Sul giudizio politico sui due soggetti paladini della sinistra ...ogni commento è superfluo.

Da il Giornale del 29/7

di Antonio Taormina
Caro direttore,mi rivolgo a lei per rendere pubblico quanto due «moralisti» come Carlo De Benedetti (con la sua società «Cdb web tech») e Renato Soru (con la sua «Tiscali») hanno perpetrato ai danni dei loro azionisti.
Mi chiamo Antonio Taormina e vivo a Latina, dove sono un pittore molto noto. Alla fine degli Anni Novanta ebbi la sventura d'investire in Borsa tutto ciò che avevo (una parte erano soldi ricevuti in eredità dopo la scomparsa dei miei genitori) e anche ciò che non avevo (chiesi e ottenni dalla mia banca 140 milioni di lire).Acquistai dunque 2mila azioni di una società quotata in borsa: «Tecnodiffusione» di Bruno Kraft. In quel periodo leggevo assiduamente Il Sole 24Ore e i settimanali finanziari Milano Finanza e Borsa & Valori. Ebbene, tutti sottolineavano l’elevatissima redditività, le continue acquisizioni e l’ottimo stato di salute di questa società.Sempre in quel periodo, Raitre - nella prima fascia pomeridiana – intervistò in un nuovo programma proprio Bruno Kraft: venne presentato con tutti gli onori come colui che aveva rilanciato il settore dei computer in Italia, colui che aveva rilevato la fallimentare Olivetti facendola risorgere come una sorta di araba fenice. La vicenda di questa società ha lasciato sbigottiti tutti noi piccoli azionisti: nel 2000 passò in amministrazione controllata per poi fallire attorno al 2004. Mi piacerebbe sapere che tenore di vita conduce ora Bruno Kraft, se stia vivendo la mia stessa povertà, in mestizia e vergogna, da fallito.
Un discorso del tutto diverso lo meritano «il gatto e la volpe», i moralisti Carlo De Benedetti e Renato Soru. L'editore della Repubblica-Espresso, in pieno marasma di new economy, all'inizio del Duemila pensò di creare una società che portava il suo nome e cognome: «Cdb web tech». Il titolo esordì in Borsa a 82 euro. Io acquistai in diverse tranche iniziando da 55 euro l'una per circa 2.300 azioni, investendo circa 123.000 euro. Dopo pochi mesi questo titolo scese fino a 2 euro per azione. Due anni fa De Benedetti cedette «Cdb web tech» al gruppo finanziario-editoriale De Agostini, facendo così cambiare anche il nome della società, che ora si chiama «Dea capital». Ebbe un’idea geniale: ai vecchi azionisti regalò, per ogni due azioni «Cdb», un’azione di una sua nuova società dal nome altisonante: Management&capitali.
Sa quanto valgono le mie azioni – che voglio continuare a chiamare «Cdb» - più quelle regalatemi? Direttore non svenga: circa 3mila euro. Io gli ho dato 123mila euro (nel Duemila a Latina ci si compravano due appartamenti) e lui mi ridà 3mila euro.Ora, direttore, come si fa a non sospettare che De Benedetti, nei giorni del rialzo in Borsa del suo titolo, non abbia fatto acquistare le sue stesse azioni facendo il gioco al rialzo, per poi vendere una buona parte delle sue azioni? È indimostrabile, ma è ciò che tutti gli azionisti hanno pensato.
Ora passiamo al «gatto», Renato Soru, fondatore di Tiscali ed editore dell'Unità. Sempre all'inizio del Duemila, acquistai circa mille azioni Tiscali dopo che il titolo aveva raggiunto quote vicino a 150 euro, io ne acquistai circa mille in una fase discendente a circa 55euro, per un valore totale di circa 55mila euro. Anche questo titolo seguì una parabola discendente fino a raggiungere quota 2 euro l'una. Due anni fa viene fatta un’offerta ai possessori delle azioni Tiscali: ogni 17 azioni già possedute, ne venivano offerte 6 al costo di favore di un euro. Mi feci prestare i soldi ed aderii all'offerta.
Sa quanto valgono ora le mie vecchie azioni Tiscali più le nuove? Circa 366 euro. Cioè: io nel Duemila gli ho dato una cifra con la quale nella mia città ti potevi comprare un appartamento e oggi non ci posso nemmeno acquistare un frigorifero.
Qualche mese fa, in pieno disastro finanziario, l'ex direttore del Tg1, Gianni Riotta, chi invita nel suo studio subito dopo il tg? Ma Carlo De Benedetti, al quale chiedeva «ricette» per uscire dalla crisi finanziaria. Proprio a lui! E la cosa si è ripetuta recentemente con Lucia Annunziata a In mezz’ora su Raitre. Ho provato sgomento. Come quando, qualche anno fa, Renato Soru – con il titolo della sua azienda che valeva 2 euro - annunciò di scendere in politica. Ma scendi dove? Io ti ho dato il mio sangue e tu invece di darti da fare, di lavorare nella tua azienda, visto che hai tradito le nostre aspettative di azionisti Tiscali, te ne vai a fare il governatore? In campagna elettorale per le elezioni regionali in Sardegna, Silvio Berlusconi si è riferito a Soru dicendo che l’imprenditore si sarebbe dovuto vergognare per aver rovinato la vita a tanta gente. Immagino si riferisse agli azionisti Tiscali, ma è stata l'unica volta che ho sentito una critica a Soru, che venne invece invitato da Daria Bignardi nel suo programma tv: nessuna domanda, però, sugli azionisti ai quali ha rovinato la vita.
Ho raccontato la mia storia sulla bacheca web del governatore del Lazio, Piero Marrazzo, che tanto deve del suo successo politico proprio al suo programma su Raitre in difesa dei consumatori. Non mi ha mai risposto.
Ma io continuo in questa mia battaglia solitaria. La Repubblica e L’Unità non si occupano dei propri editori che a tantissimi azionisti hanno rovinato la vita. Per loro non c’è neanche l'attenzione della pur brava Milena Gabanelli. Anzi, «il gatto e la volpe» sembrano i paladini della morale nazionale.
Caro direttore, è vero che non ci sono prove di loro speculazioni, ma rimane la loro responsabilità politica e soprattutto morale verso migliaia di risparmiatori che come me hanno investito nelle loro aziende ricevendo in cambio umiliazione, disperazione, depressione.

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